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Perché Trump dice che il Venezuela ha rubato petrolio USA

Negli ultimi mesi la tensione tra Stati Uniti e Venezuela è esplosa fino a livelli mai visti. Il presidente statunitense Donald Trump ha ripetutamente affermato che il Venezuela, e in particolare il suo settore petrolifero, avrebbe “rubato il petrolio agli Stati Uniti”. Ma cosa significa davvero questa accusa e qual è la base legale dietro a queste affermazioni?

Cos’è successo davvero

Trump sostiene che il Venezuela, nel corso degli anni, abbia sottratto diritti ed “energia” agli Stati Uniti — dando l’idea che il petrolio venezuelano sia in qualche modo “proprietà americana”. Questa narrativa è stata ripetuta anche nelle dichiarazioni pubbliche e nei suoi post su Truth Social, dove ha parlato di recuperare petrolio, terre e altri asset “precedentemente rubati”.

Tale accusa è stata rilanciata da membri della sua amministrazione e sostenitori, suggerendo che la nazionalizzazione del petrolio venezuelano e le decisioni dei precedenti governi di Caracas avrebbero configurato una sorta di “furto”.

Perché Trump parla di “furto”

Le origini di questa narrativa risalgono a due elementi chiave:

  1. Nazionalizzazione dell’industria petrolifera — Negli anni ’70 e poi con Hugo Chávez negli anni 2000, il Venezuela ha portato sotto controllo statale le attività petrolifere, espellendo molte compagnie straniere, incluse alcune americane.

  2. Accuse di uso improprio delle entrate — Trump e i suoi alleati hanno suggerito che quei proventi siano stati utilizzati per finanziare narcotraffico, terrorismo e altre attività criminali, dipingendo il regime venezuelano come un “regime terrorista”.

La verità secondo esperti e diritto internazionale

Nonostante la retorica del presidente USA, non esiste una base legale internazionale che permetta agli Stati Uniti di rivendicare la proprietà dell’olio venezuelano semplicemente perché compagnie statunitensi un tempo avevano attività nel paese. Secondo il diritto internazionale, le risorse naturali appartengono sovranamente allo Stato in cui si trovano — principio confermato da più fonti legali.

Inoltre, esperti legali sostengono che:

  • Il Venezuela non ha “rubato” petrolio agli USA nel senso giuridico del termine.

  • La controversia riguarda piuttosto compensazioni per expropriazioni di asset di compagnie straniere, che sono casi di arbitrato e non rivendicazioni di proprietà totale del petrolio.

La disputa legale tra USA e Venezuela

Esiste una disputa legale reale, ma non è un caso di furto di petrolio come descritto da Trump:

  • Compagnie americane come Exxon Mobil e ConocoPhillips hanno fatto causa al Venezuela per la nazionalizzazione delle loro attività.

  • Nel 2014, un tribunale arbitrale della Banca Mondiale ha ordinato al Venezuela di pagare oltre 1,6 miliardi di dollari a Exxon Mobil per compensazioni legate a questi espropri.

Queste cause non conferiscono agli Stati Uniti la proprietà del petrolio venezuelano, ma piuttosto riconoscono il diritto di certe aziende ad ottenere compensazioni per i beni che avevano prima della nazionalizzazione.

La reazione venezuelana e le conseguenze

Il governo di Caracas ha risposto duramente alle accuse di Trump, definendo il blocco delle petroliere e le azioni militari come “atti di pirateria e violazioni del diritto internazionale”. Maduro e i suoi ministri insistono sul fatto che il petrolio appartiene al popolo venezuelano e non a società o governi stranieri. Sappiamo tutti com’è andata a finire la storia, con la cattura di Maduro e un paese come il Venezuela ad oggi in mano ai cosiddetti “states”.

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