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Chi è Antonio Civita, il patron de Il Panino Giusto che si candida a sindaco di Milano

Antonio Civita si candida a sindaco di Milano: l’imprenditore di Panino Giusto scende in campo con il centrodestra

Antonio Civita, imprenditore e volto storico di Panino Giusto, annuncia ufficialmente la sua disponibilità a correre per Palazzo Marino con il centrodestra. Un profilo manageriale e civico che spariglia le carte nella corsa alla guida di Milano.

L’imprenditore che ha trasformato Panino Giusto in un’icona del made in Italy, con oltre 40 locali e 400 dipendenti, entra così nel dibattito politico milanese portando un’esperienza costruita su numeri, organizzazione e gestione delle persone, più che su comizi e appartenenze di partito.

Dal sogno del calcio all’impero dei panini

Nato a Roma nel 1971, nella borgata Massimina, Antonio Civita cresce lontano dai riflettori. Figlio di un professore di matematica e di una madre casalinga, da ragazzo sogna una carriera nel calcio professionistico. Il destino prende un’altra direzione: quella dell’imprenditoria.

Nel 2005 vende la sua prima azienda romana e si trasferisce a Milano, città che definisce «scelta per amore». Insieme alla moglie e socia Elena Riva sviluppa il marchio Panino Giusto in concessione, fino all’acquisizione totale del brand nel 2010. Nello stesso anno consegue la laurea in Economia.

L’uomo dietro il marchio Panino Giusto

Sotto la guida di Civita, Panino Giusto evolve da semplice prodotto a vera esperienza gastronomica. La filosofia è chiara: nobilitare qualcosa di semplice come un panino e trasformarlo in qualcosa di sofisticato.

Dal 2013 il marchio collabora con lo chef stellato Claudio Sadler, rafforzando il posizionamento nella ristorazione veloce di qualità. Oggi Civita non ricopre più ruoli operativi diretti nell’azienda.

Un profilo civico con radici imprenditoriali

A 54 anni, Civita porta in dote un curriculum imprenditoriale solido: espansione internazionale, identità italiana forte e attenzione alla sostenibilità. Panino Giusto è presente anche a Londra, Parigi, Hong Kong, Tokyo e in California.

Nel 2018 il gruppo contava 32 locali e un fatturato di circa 32 milioni di euro. Oggi i locali sono 40, di cui 21 a Milano. Numeri che testimoniano una capacità di crescita strutturata e continua.

La sua candidatura è sostenuta da «associazioni, cattolici e imprese, in particolare del settore della ristorazione». Civita ammette di dover imparare la politica, ma rivendica competenze organizzative: «So costruire gruppi e orientarli verso un progetto, partendo dall’ascolto».

Sicurezza e giovani al centro del programma

Nel presentare la sua disponibilità, Civita indica sicurezza e giovani come priorità assolute. La critica all’amministrazione Sala è diretta: «Milano è diventata troppo esclusiva ed escludente».

Un giudizio che nasce dall’esperienza quotidiana nei quartieri, a contatto con cittadini e lavoratori. L’imprenditore sostiene un ruolo attivo delle istituzioni: «Comune e Stato devono armonizzare le distorsioni che il mercato inevitabilmente crea».

Le reazioni nel centrodestra

L’autocandidatura di Civita divide il centrodestra milanese. Alcuni vedono nel suo profilo civico un valore aggiunto, altri sottolineano la necessità di una visione politica più strutturata per ricucire la città.

La Lega è già al lavoro sul programma elettorale, mentre Forza Italia invita alla cautela, ricordando che le candidature civiche vanno valutate dai leader della coalizione.

La sfida di Antonio Civita sarà dimostrare che un outsider della politica può rappresentare la carta giusta per contendere Milano al centrosinistra, evitando candidature last minute come nel 2021 e aprendo una fase nuova nella corsa a Palazzo Marino.

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