Donald Trump torna a far parlare di sé dal palco del World Economic Forum di Davos. Il presidente degli Stati Uniti, intervenendo davanti alla platea internazionale della Congress Hall, ha affrontato senza giri di parole uno dei dossier geopolitici più delicati del momento: la Groenlandia e il futuro dell’Artico.
«Qui a Davos ci sono molti amici, ma anche qualche nemico», ha esordito Trump, alternando toni distesi a passaggi duri nei confronti dell’Europa. «Amo l’Europa, ma non sta andando nella giusta direzione. In alcune aree è diventata irriconoscibile», ha dichiarato.
Il punto centrale del discorso è però arrivato poco dopo, quando il presidente ha rilanciato la storica posizione americana sulla Groenlandia. «Dopo la Seconda guerra mondiale l’abbiamo salvata e restituita alla Danimarca, ma resta parte del Nord America. Solo gli Stati Uniti possono garantirne la difesa», ha affermato Trump, precisando di non voler ricorrere alla forza. «La rivogliamo, ma attraverso negoziati immediati. Se l’Europa ci dirà di no, ce ne ricorderemo».
L’incontro con la Nato e la svolta sui dazi
In serata è arrivato l’annuncio più rilevante. Dopo un incontro definito «molto proficuo» con il segretario generale della Nato Mark Rutte, Trump ha comunicato di aver definito «la struttura di un futuro accordo» non solo sulla Groenlandia, ma sull’intera regione artica.
Secondo quanto scritto dallo stesso presidente su Truth, l’intesa – se finalizzata – sarebbe «estremamente vantaggiosa per gli Stati Uniti e per tutte le nazioni della Nato». Contestualmente, Trump ha confermato che non scatteranno i dazi annunciati contro i Paesi europei a partire dal primo febbraio, segnando un temporaneo allentamento delle tensioni commerciali.
Davos al centro della diplomazia globale
La presenza di Trump a Davos conferma il ruolo centrale del Forum come snodo della diplomazia internazionale. Nelle prossime ore è atteso anche un incontro ad alta tensione con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, previsto per giovedì 22 gennaio, a margine dei lavori del Forum.
Un appuntamento che potrebbe aggiungere un nuovo tassello a una settimana già cruciale per gli equilibri geopolitici globali, con l’Artico, la Nato e i rapporti transatlantici tornati al centro dell’agenda americana.