A poco più di due settimane dall’apertura delle Olimpiadi Milano Cortina, il clima non è esattamente da festa per chi gestisce affitti brevi nella città meneghina. Nonostante l’evento sportivo più atteso dell’anno e la presenza tra i main sponsor di Airbnb — colosso globale degli alloggi turistici — la maggior parte degli appartamenti in affitto breve a Milano è ancora deserta.
Secondo i dati raccolti da Aigab (Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi), il tasso di occupazione a febbraio si attesterà intorno al 18%, un livello che Marco Celani, presidente dell’associazione, definisce senza mezzi termini: «Il peggiore inizio anno degli ultimi undici o dodici anni». Eppure, gli hotel della città sembrano andare in direzione opposta: con un tasso di prenotazioni già al 60%, puntano a superare il 90% entro l’inizio delle gare.
La tassa di soggiorno non basta a spiegare tutto
Tra le cause del flop, Aigab indica innanzitutto la tassa di soggiorno, recentemente aumentata dal Comune di Milano per finanziare parte dei costi legati ai Giochi. Oggi si paga 9,50 euro a persona per i B&B e 10 euro per notte negli hotel a 4 e 5 stelle. Un costo aggiuntivo che, secondo l’associazione, penalizza soprattutto gli affitti brevi di fascia media, rendendoli meno competitivi rispetto alla ricettività tradizionale.
Ma c’è un altro fattore, ben più determinante: i prezzi esorbitanti. Nelle zone centrali di Milano, i canoni medi per un appartamento durante il periodo olimpico sono raddoppiati (+102%). Quartieri come Porta Nuova e Citylife registrano rincari rispettivamente dell’83% e del 73%. Ancora peggio va nelle aree prossime alle sedi di gara: ad Assago i prezzi sono schizzati del 153%, a Rho del 130%. Un bilocale medio può costare fino a 2.800 euro a settimana.
Volontari in fuga: “Dove dormire?”
Il problema non riguarda solo turisti e appassionati di sport. L’emergenza alloggi rischia di minare anche l’organizzazione stessa dei Giochi. Secondo fonti interne al Team2026, mancherebbero all’appello circa mille volontari sui 18mila reclutati finora. Molti avrebbero rinunciato proprio perché impossibilitati a trovare una sistemazione a costi sostenibili.
Chi cerca aiuto online viene reindirizzato alla pagina ufficiale di Airbnb dedicata ai volontari: “Alloggi per chi fa volontariato per Milano Cortina 2026”. Ma le speranze svaniscono in fretta. Il sito raccoglie soltanto annunci disponibili vicino alle sedi di gara, senza offrire alcuna agevolazione: né codici sconto, né tariffe speciali. Lo si legge esplicitamente in fondo alla pagina: «Non ci sono codici di prenotazione o prezzi speciali per chi fa volontariato».
La situazione è ancora più drammatica nelle località montane. A Livigno, per esempio, risultano disponibili solo otto alloggi su Airbnb, con prezzi che vanno dai 5.000 ai 21.000 euro a settimana. In altre sedi di gara, una settimana di soggiorno può costare tra i 2.000 e gli 8.000 euro.
Speculazione, non solo tasse
Se la tassa di soggiorno ha certamente un impatto, è difficile non vedere nel fenomeno speculativo la vera radice del problema. Molti proprietari hanno alzato i prezzi in modo sproporzionato, convinti di poter cavalcare l’onda dell’evento olimpico. Il risultato? Un mercato bloccato, con appartamenti vuoti e un’offerta fuori portata per la stragrande maggioranza.
Olimpiadi Milano Cortina: un paradosso tutto italiano
Milano-Cortina 2026 si presenta dunque con un paradosso: da un lato, un evento globale che dovrebbe celebrare lo sport, l’inclusione e la condivisione; dall’altro, un sistema di accoglienza che sembra fatto per pochi, con alloggi vuoti non per mancanza di domanda, ma per prezzi proibitivi.
Airbnb, main sponsor dell’evento, si trova così in una posizione imbarazzante: piattaforma simbolo dell’economia collaborativa, oggi accusata di aver contribuito a trasformare l’ospitalità in un business esclusivo. E mentre i volontari cercano disperatamente un posto dove dormire, gli appartamenti restano chiusi, in attesa di un turista disposto a pagare migliaia di euro per una settimana di neve.
Forse, questa volta, il vero oro olimpico non sarà sul podio, ma nel ritrovare un equilibrio tra opportunità e accessibilità. Prima che sia troppo tardi.