I contrasti sulla riforma delle assicurazioni

martedì, marzo 10th, 2015

La riforma del settore assicurativo non sta incontrando grandi favori. Lo dimostra l’opposizione accanita del Cna, secondo il quale l’effetto della riforma sarà ben diverso dallo scopo originario, vale a dire quello di proteggere il portafoglio dei soggetti assicurati. Il Cna, in particolare, si dimostra preoccupato a proposito dell’imminente approvazione del testo di legge che sancirà la presenza di carrozzerie convenzionate nell’ambito della riforma.

Il mondo dell’assicurazione auto è destinato a cambiare con questa novità? Forse no, ma a essere penalizzati potrebbero essere proprio i carrozzieri e i titolari di officine che, nel caso in cui non rientrassero nelle convenzioni previste dalle compagnie assicurative, perderebbero una parte del loro giro di affari. Ma non è tutto: stando a quanto comunicato dal Cna, la riforma con l’introduzione delle convenzioni garantirebbe sconti ben poco rilevanti, nell’ordine del 5%, che di conseguenza non varrebbero il sacrificio. Va detto, per altro, che la scelta di una convenzione con la compagnia assicurativa è già possibile al momento: si tratta, insomma, di una prassi che già esiste, ma che con l’entrata in vigore della nuova legge diventerebbe obbligatoria. Gli automobilisti non avrebbero possibilità di scelta, e i carrozzieri neppure.

Solo in Abruzzo, per esempio, un cambiamento di questo tipo porterebbe alla chiusura di 500 officine. Ma anche le carrozzerie convenzionate si troverebbero ad affrontare una lunga trafila di problemi, considerato che il carico di lavoro aumenterebbe. Succederebbe, quindi, che le prestazioni offerte, vista la riduzione dei tempi di lavoro, sarebbero di minore qualità.

Queste sono, naturalmente, le ipotesi del Cna, che ha fatto notare anche che nel nostro Paese negli ultimi dieci anni le assicurazioni sono aumentate di quasi il 28%: un incremento dei prezzi ritenuto non giustificabile, soprattutto considerando che nel resto d’Europa la media dell’aumento è stata pari a poco più del 13%.

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