SFUMATURE DI GRIGIO. GILBERTO PICCININI AL CASTELLO ESTENSE DI FERRARA

domenica, aprile 6th, 2014

www.gilbertopiccinini.com

"SFUMATURE DI GRIGIO". AL CASTELLO ESTENSE DI FERRARA UNA MOSTRA DEDICATA AL COLORE DELL’ENIGMA E DEL MISTERO.
La mostra, curata da Silvia Arfelli, sarà allestita  dal 14 al 23 Aprile nella prestigiosa sede emiliana.
 
Dal perla al fumo, dal mistero delle nebbie al fascino scintillante dell’argento, passando attraverso le numerose tonalità grigie di una burrasca che si abbatte sulla spiaggia, o le ombre sfumate di un panneggio che accoglie nel suo grembo gli elementi simbolici di una natura morta. Sono queste le caratteristiche, sorprendenti ed affascinanti, della mostra "Sfumature di Grigio", curata dal critico d’arte Silvia Arfelli, che verrà allestita al Castello Estense di Ferrara dal 14 al 23 Aprile prossimi, e completamente dedicata alle mille possibilità espressive che un colore come il grigio nasconde in sè.
"Il grigio è un colore che viene, spesso ingiustamente, considerato monotono e piatto, associato a sensazioni come la noia. In realtà il grigio è un colore intrigante, comunemente diffuso in natura ed il nostro occhio è normalmente in grado di coglierne ben sedici livelli; da queste considerazioni è nato il desiderio di indagare come l’occhio degli artisti cogliesse questo colore e lo coniugasse all’interno di poetiche già ben definite e strutturate. Questa riflessione cromatica, che funge da filo conduttore a tutta l’esposizione, si è dipanata attraverso la ricerca di riflessi, di sfumature, di indagini materiche affidate all’acciaio come di elementi grafici affidati alla china o alla grafite, nella realizzazione di un’estetica generale cui ogni opera singola contribuisce con il suo peso di memoria, di ideologia e di narrazione alla realizzazione di una mostra ariosa e sorprendente, in cui il grigio diventa assoluto e indiscusso protagonista" spiega Arfelli. 
Il percorso espositivo si svolgerà attraverso opere figurative di pittura e di scultura, secondo un clichè consolidato che individua e propone stili diversi della figurazione, che variano dall’espressionismo all’iperrealismo. Partecipano alla mostra gli artisti: Annamaria Alessandrini (Ancona), Rosanna Anelli (Salerno), Pamela Aquili (Fano), Manù Brunello (Venezia), Alessandro Borghi (Ferrara), Carlo Berti (Firenze), Fausto Beretti (Bologna), Patrizia Calovini (Ancona), Luciano Cantoni (Cesena), Margherita Ceribella (Vicenza), Claudio Frassinetti (Modena), Nietta d’Atena (Reggio Calabria), Milena Corvini (Forlì), Silvia Cimatti (Forlì), Nicla Ferrari (Reggio Emilia), Carla Garbieri (Roma), Isabella Guidi (Ferrara), Sergio Lanzoni (Forlì), Valentina Lanzoni (Imola), Miria Malandri (Forlì), Antonella Monti (Forlì), Gabriella Muccini (Ravenna), Luciano Navacchia (Cesena), Carlo Pazzaglia (Modena), Gilberto Piccinini (Milano), Liliana Santandrea (Ravenna), Iulian Staccoli (Forlì), Alfonso e Nicola Vaccari (Forlì), Elisabetta Venturi (Cesena).

Coltiva una visione l’artista, uno di quei sogni che ben conoscono le persone come lui nate e cresciute in una grande città qual è Milano: spazi aperti, infinite distese di acqua e di cielo, montagne dove la natura si esprime con tutta la sua potenza. Ed è così che lo spazio-mare, protagonista assoluto della sua poetica, diventa quasi un mito per Gilberto Piccinini.
Non ci sono spiagge assolate, dolci pendii erbosi, cieli colorati dalla luce dell’alba o del tramonto, ma il dinamismo ossessivo e spaurante del mare in burrasca che s’infrange contro le coste scoscese e dirupate della Liguria, sotto un cielo livido, dove le nuvole corrono e si accavallano “fra sogno e realtà” appunto, come recita il titolo di un’opera.
Poche case raggruppate, strette intorno alla roccia per proteggersi dalla furia del mare, senza nulla nascondere, lasciando anzi lo sguardo libero sull’immensità pericolosa della natura violenta, che si scatena a un passo dalla vita quotidiana del paese. E poi, naturalmente, la luce. In alcune opere è evidente la capacità del pittore di mettere in risalto la trasparenza dell’acqua, il biancore perlaceo della schiuma, o la diversa consistenza della roccia, con piccoli tocchi o lunghe sottili pennellate in sequenza. Sono paesaggi realistici, che appartengono ai ricordi degli appassionati del mare, che l’hanno visto anche nei momenti della furia o della malinconia. Per l’artista sono i luoghi del silenzio meditativo, dell’ascolto, ma anche dell’abbandono e della solitudine, dove è possibile registrare “il respiro dell’esistenza”.
Vera Agosti

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