Come curare l’apnea nel sonno

sabato, febbraio 12th, 2011

 

Dal sito del prof. Domenico Celestino

Le apnee nel sonno rappresentano un disturbo molto frequente caratterizzato da ripetuti arresti del respiro nel soggetto che dorme. La sindrome apnoica compare per cause diverse ed in età diverse e rientra nella competenza dell'otorinolaringoiatra quando le pause del respiro conseguono ad alterazioni anatomiche e/o funzionali delle alte vie respiratorie e cioè del naso e della faringe.

Il sintomo che richiama  più spesso l’attenzione è il carattere stertoroso, faticoso e rumoroso del respiro notturno o, in altre parole, il fatto che il paziente russa.
In ordine di età, i primi ad essere colpiti sono i bambini, soprattutto quelli con grossolane deviazioni del setto, ipertrofia adenoidea, patologie del palato e obesità.

Le apnee notturne si sviluppano anche negli adulti, più negli uomini che nelle donne  e, con frequenza crescente, dopo i 40 anni.   Ne sono colpiti soprattutto i soggetti in sovrappeso, con alterazioni patologiche nasofaringee, dediti al fumo ed all’alcool o in cura con farmaci che riducono il tono dei muscoli orofaringei.
Nei soggetti in condizioni di questo tipo, quando le interruzioni del respiro notturno superano determinati limiti di frequenza e durata, si instaura un deficit cronico della saturazione di ossigeno del sangue che dà luogo a numerosi sfavorevoli effetti: il paziente dorme male e quindi, al risveglio, è già stanco, sonnacchioso e disattento cosicché, specie nei più piccoli, vien fatto di dubitare del loro sviluppo mentale. Peraltro, in tutte le età,  gli apnoici  incontrano difficoltà a mantenere vigile l’attenzione e, di conseguenza, vedono calare sempre di più la resa scolastica o lavorativa  e corrono gravi rischi alla guida dell’auto o di altri macchinari. Il calo dell’attenzione è più evidente in quelli  in cui agli altri sintomi si aggiunge anche una perdita di udito. 
Generalmente, le apnee compaiono dopo un periodo più o meno lungo di solo russamento e, per tale ragione, ogni paziente che russa va attentamente considerato anche da questo punto di vista.

Non deve essere dimenticato che le apnee notturne predispongono, tra l’altro, all’ipertensione arteriosa, all’infarto cardiaco ed agli ictus cerebrali e che, proprio per questo, è assolutamente necessario diagnosticare e trattare al più presto il disturbo.
Tra le cure disponibili, il primo posto spetta alla  riduzione del peso  ed alla rinuncia ai farmaci sedativi e miorilassanti.

Segue poi la correzione, anche chirurgica, dei difetti anatomofunzionali che causano o aggravano la sindrome apnoica, tenendo tuttavia ben presente che l’efficacia di ogni intervento operatorio è sempre condizionata dalla preliminare normalizzazione della massa corporea.

Infine è necessario essere consapevoli che esistono situazioni in cui le cause dell’apnea sono di competenza neurologica o internistica cosicché, quando le specialista otorinolaringoiatrico richiederà le relative consulenze, converrà che esse siano espletate quanto prima.

 

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